Il mestiere del giornalista non deve essere semplice, dovendo trovare un compromesso tra il proprio mestiere di cronista e la necessità di non farsi nemici sul campo quando la cronaca porta a criticare un soggetto che detiene un potere rilevante.

Il conflitto tra la corretta cronaca e la necessità di salvare il proprio lavoro è ancora più evidente nel giornalismo sportivo, dove gli interessi economici sono enormi ed una stampa troppo critica è indesiderata, specialmente da chi ha un ego incompatibile con le ammissioni di errore.

Un esempio di conflitto che assume l’aspetto tossico è proprio in casa nostra. Il proprietario (Cairo) della società sportiva è anche il proprietario di diverse testate giornalistiche tra le quali il più importante giornale sportivo d’Italia. 

Ed è così che mentre dal passaggio sotto il controllo di Cairo i giornali del gruppo RCS iniziano a rappresentare una realtà parallela, rosa come il colore della Gazzetta dello Sport (da rinominare Pravda dello Sport, per la sua capacità di nascondere i problemi evidenti di cui è affetta la società granata), la realtà corre immutata, con i soliti problemi gestionali (ennesima stagione steccata per le scelte sbagliate su giocatori e allenatori) e le solite promesse non mantenute (due parole: Museo e Robaldo). 

Un momento di realtà parallela. La gazzetta.it immagina un inesistente applauso dei tifosi dopo essere arrivati a Cagliari in piena lotta per non retrocedere.

Ma in RCS, la realtà parallela non se ne accorge, specialmente quando almeno una tra le tante cose va bene, come la vittoria contro il Cagliari. E allora in un impeto di giornalismo ossequioso che fa impallidire i giornali di regime di Kim Jong-un, il Corriere Torino (sempre gruppo Cairo) esce oggi con un pezzo che riscrive la storia del Torino e dell’imprenditore illuminato. Colui che nelle nebbie sportive di Dicembre decide di scegliere con la freddezza del dirigente navigato di attendere il momento di massimo sbando per poi assestare il colpo Nicola, la cui bravura ci sta portando lontano dagli spettri della B (a dire la verità, ci siamo ancora dentro seppur non fino al collo, almeno fino ai calzoni).

La realtà al di fuori del paradiso RCS ovviamente scorre ben diversa. Giornali come TuttoSport (che pur non si può considerare un avamposto rivoluzionario) e altri siti online, da tempo sono molto critici nei confronti di Cairo. In questi luoghi la moltitudine di follie gestionali del Torino FC vengono riportate e fortunatamente rimbalzate nel web da chi ancora riesce a distinguere la verità dalla telenovela. E stiamo pur sempre parlando di verità raccontabili, perché ci sono verità che raccontarle non si può, ma questa è un’altra storia. Compresa quella per cui, stranamente, da molto tempo non compaiono più su Tuttosport interviste dirette ai tesserati del Torino FC. Chissà come mai.

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Di Leonardo Daga

Leonardo Daga è un tifoso del Toro, da anni attivo nella difesa dei diritti dei tifosi del Toro e ora collaboratore di Supporters In Campo.

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