Per gli altri articoli della serie: I BILANCI DEL TORINO FC

Scopo di queste pagine è fornire con la maggiore completezza possibile il quadro economico del Torino FC dall’inizio dell’era Cairo. I numeri che troverete qui sono ripresi in modo fedele e integrale (in alcuni casi, vedrete differenze di alcune centinaia di euro a causa degli arrotondamenti) rispetto ai bilanci presentati ad ogni fine anno dal Torino FC. Nelle pagine in fondo sono presentati tutti i numeri ai quali si fa riferimento. Altre differenze sono dovute al fatto che, negli anni, alcuni bilanci sono stati forniti al registro delle imprese in maniera poco leggibile, scannerizzazioni spesso pessime e storte del bilancio stampato. Da notare che, al contrario, i bilanci della Cairo Communications sono perfettamente leggibili, realizzati in PDF direttamente dal file documento, con testo ricercabile e una grafica all’altezza di una società che fattura milioni di euro. Lo stesso si può dire dei bilanci di altre squadre di A di cui abbiamo avuto visione.

Questa è solo una stesura iniziale del report. Ulteriori riflessioni saranno aggiunte al testo, nel tempo, a seconda della disponibilità di tempo degli autori.

Per ulteriori dettagli si rimanda ai relativi bilanci, nelle tabelle che verranno presentate alla fine della serie in cui saranno inseriti più dettagli possibile. Per una trattazione più rigorosa, si rimanda agli scritti di professionisti del settore.

Il bilancio di una società sportiva

Come per ogni società, il bilancio di una società sportiva si compone di ingressi e di uscite economiche, di capitali accumulati, di crediti e di debiti. Il rapporto annuale del bilancio della società mostra principalmente tre quadri, gli attivi (i capitali e i crediti) e i passivi (i debiti) e il conto economico (che sommariamente mostra il flusso economico in ingresso e in uscita).

Nel caso di una società sportiva, i componenti del bilancio hanno la seguente corrispondenza:

  • L’attivo è costituito principalmente dal valore della rosa dei giocatori, le strutture di proprietà della società e i crediti verso altre società sportive, sponsor e televisioni o le società controllanti (ovvero le società della Cairo Communications);
  • Il passivo è costituito principalmente dai debiti con le altre società sportive, il fisco, i fornitori e le controllanti;
  • Gli introiti sono generati dai diritti TV, la biglietteria, gli sponsor, la pubblicità a fondo campo più le vendite o i prestiti onerosi dei calciatori;
  • Le uscite sono generate principalmente dal costo del personale, l’affitto di strutture o di servizi, dal prestito e l’acquisto dei calciatori.

Componenti importanti del bilancio sono anche gli ammortamenti dei giocatori e le plusvalenze realizzate, come verrà meglio spiegato in seguito.

Il Torino non fa eccezione rispetto ad altre società sportive, tranne per il fatto che chiude i propri bilanci al 31 Dicembre di ogni anno (e pubblicato circa 6 mesi dopo), per cui ogni bilancio contiene i risultati di due metà stagioni calcistiche. Ad esempio il bilancio 2015 reso pubblico a Giugno 2016, contiene la seconda metà della stagione 2014/15  (compreso il mercato invernale di calciomercato) e la prima parte della stagione 2015/16 (e la sessione estiva di calciomercato prima di questo campionato). Ad esempio, la cessione di Kamil Glik al Monaco e il prestito di Immobile a Gennaio 2016 non sono contenuti nel bilancio 2015.

L’Attivo della società Torino FC

Nel dettaglio, l’attivo del Torino FC è costituito

  • dalla somma del valore della rosa e del vivaio (definiti immobilizzazioni immateriali),
  • dal valore degli impianti e delle attrezzature possedute (definiti immobilizzazioni materiali)
  • dal valore dei crediti collegati alle partecipazioni nella proprietà del cartellino di giocatori (che costituiscono quasi la totalità delle immobilizzazioni definite finanziarie)
  • dal totale degli altri crediti (crediti ancora da incassare dagli sponsor, TV, o altre società sportive).
  • infine, la disponibilità liquida (valori in cassa e in depositi bancari/postali) più altre voci minori.

In buona parte, l’attivo è costituito dal valore della rosa e del vivaio, valore cresciuto molto negli ultimi anni dopo la flessione subita durante gli anni di B e il conseguente ridimensionamento della rosa. Nel grafico che segue è riportata la struttura dell’attivo e la sua evoluzione dal 2006. Il Totale altri crediti è tipicamente elevato perché a fine anno, in chiusura bilancio, gran parte degli introiti TV devono ancora essere versati alla società sportiva. In questa voce sono inoltre contenute le rateizzazioni degli introiti relativi alle vendite dei giocatori, spesso distribuite su più anni.

I crediti per compartecipazioni sono terminati nel 2013, quando è stata abolita la compartecipazione nelle proprietà del cartellino dei giocatori.

Dal 2014 in poi, inoltre, il Torino FC ha smesso di contabilizzare il valore del vivaio tra le immobilizzazioni materiali, ammortando tutto il valore residuo in un’unica soluzione, riducendo il capitale della società di alcuni milioni di euro. Questa manovra è stata decisa per operare al fine di allinearsi alla migliore prassi contabile internazionale e di settore (cit. Bilancio Torino FC 2014).

Nel complesso della struttura dell’attivo attuale, è facile notare l’irrilevanza della voce “Impianti e attrezzature”, che nella storia del Torino FC non ha mai costituito una componente importante. Non è un mistero che fin dall’inizio dell’era Cairo non siano stati fatti investimenti su strutture (sede, stadio, strutture di allenamento, sale stampa) che sono state affittate di volta in volta, non sempre con buoni risultati (molti ricorderanno le sale stampa e le strutture di allenamento dei primi anni dell’era Cairo). Non fa meraviglia pertanto che Cairo abbia sempre dribblato (e stia ancora dribblando) ogni tentativo di maggiore coinvolgimento negli investimenti sul Fila (tutt’ora, il Torino FC è presente nella Fondazione FIladelfia tramite la Fondazione Mamma Cairo e non direttamente).

Una possibile interpretazione di questa strategia potrebbe essere quella di rendere appetibile e “alleggerire” l’investimento di un possibile acquirente subentrante a Cairo, che si troverebbe, al netto, ad acquistare una scatola vuota (a meno dei crediti accumulati e del valore della rosa) e quindi libero di pianificare ogni ulteriore investimento o disinvestimento. Il valore degli introiti TV cresciuto grazie alla permanenza in Serie A, rendono la società ancora più interessante consentendo potenzialmente a Cairo di generare una plusvalenza enorme da una ipotetica vendita del Torino FC. Nelle pagine successive verrà quantificata questa eventuale plusvalenza. Ovviamente si parla di scenari del tutto ipotetici perché Cairo non sembra intenzionato per ora a vendere la società.

Un’altra e più realistica interpretazione è collegata allo scenario attuale della Cairo Communications e al tentativo recente di scalata di RCS, che richiede un gruppo con un grosso fatturato alle spalle, che facilita le richieste di prestiti presso gli istituti bancari. Il Torino con le sue campagne di vendita recente ha conferito al gruppo Cairo una buona fetta di questo fatturato . Avere una società leggera permette inoltre di dismettere velocemente valori non strategici per Cairo e facilmente convertibili come i cartellini dei giocatori qualora ce ne sia bisogno, cosa che non potrebbe fare se investisse in strutture.

Prossima settimana: Il valore della rosa del Torino FC.

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Di Leonardo Daga

Leonardo Daga è un tifoso del Toro, da anni attivo nella difesa dei diritti dei tifosi del Toro e ora collaboratore di Supporters In Campo.

3 pensiero su “I Bilanci del Torino FC: I parte. L’attivo.”
      1. avevo postato anche quello del 2005 ma purtroppo mi è stato chiuso account non so per quale motivo e non lo trovo più nell’HDD.
        Quello era ancora più interessante c’erano i soldi del Comunale….

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