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Il momento di maggior crisi vissuto dalla gestione Cairo è stato senza dubbio il periodo iniziale, con gli errati investimenti, la discesa in B e la perdita degli introiti da diritti TV della serie A. Con il senno di poi, fa meraviglia come la gestione dissennata (da imputare a Foschi, DS di quel periodo) non fosse sotto gli occhi di Cairo. Indubbiamente l’inesperienza del primo periodo ha condizionato molto la gestione, ma la capacità di Cairo di cambiare direzione scegliendo DS e allenatore giusti è stata decisiva nel portare in A la squadra e non rendere più necessario il suo contributo economico alla società sportiva.

Nel grafico che segue sono mostrati gli utili o perdite di ogni anno, l’utile accumulato dalla società, il contributo di Cairo (Versamento soci per copertura perdite) per compensare la diminuzione patrimoniale dovuta alle perdite e il patrimonio netto della società, tornato a crescere negli ultimi anni.

Per capire il grafico che segue, bisogna sapere che ogni anno la società valuta il patrimonio netto, ovvero la somma del capitale sociale e gli utili (o le perdite) accumulati negli anni precedenti e nell’anno fiscale in corso. Se il patrimonio netto risulta negativo, la società deve necessariamente riportarlo in positivo e può farlo decidendo di abbattere le perdite accumulate utilizzando il capitale sociale e/o ricorrendo ad un versamento dei soci. E’ quello che è capitato nel 2008, quando dopo tre anni di accumulo di debiti (perdite accumulate per 9.1M€) e un capitale sociale invariato (pari a 10M€), si è arrivati con un patrimonio netto di soli 0.9M€ (circa).

Con un nuovo bilancio del 2008 in perdita di 3.9M€, è stato abbattuto il capitale sociale (azzerando le perdite accumulate nel 2008, somma della perdita accumulata e la perdita di esercizio del 2007) e aggiunto un versamento dei soci pari a 3.5M€ per arrivare ad un patrimonio netto pari a 0.4M€.

Le colonne relative alle perdite coperte (in viola) rappresentano quanto del ricavato della stagione viene utilizzato per ridurre la perdita di esercizio. Dall’anno della discesa in B (2009) alla fine del primo anno in A è stato necessario utilizzare 49M€ solo per coprire le perdite accumulate di stagione in stagione.

Dal 2013, grazie alla gestione economicamente virtuosa ma dal punto di vista sportivo estremamente sacrificata, non è stato più necessario coprire perdite e il patrimonio netto, insieme all’accumulo di utile (colonna rossa) hanno iniziato a salire senza il contributo del gruppo Cairo.


Sommando i contributi e considerando il versamento iniziale di 10 M€ che costituisce il capitale iniziale, Cairo tramite la sua società ha contribuito per un totale di 59 M€. Senza voler entrare nel dettaglio di quanto il Torino FC abbia fruttato al gruppo Cairo in termini di immagine (Urbano Cairo era un imprenditore semisconosciuto prima di prendere il Torino), proventi pubblicitari e contratti ottenuti grazie alla maggiore visibilità ottenuta (sarà trattato nel seguito), è indubbio che fino al 2012 il contributo della Cairo Communications sia stato fondamentale, se non altro per mettere riparo agli errori di valutazione evidenti compiuti dallo stesso Cairo negli anni precedenti.

Il debito del Torino FC, similmente a quello di molte società sportiva di calcio è costituita in buona parte dai debiti di transazione giocatori (debiti verso altre società), dalla voce Altri debiti costituita dai debiti tributari e dai debiti verso il personale (stipendi da erogare e premi accumulati che vengono poi liquidati al Giugno successivo) e dai debiti verso i fornitori. I debiti per compartecipazione, una voce consistente negli anni passati, sono scomparsi grazie all’eliminazione della possibilità di acquistare giocatori in comproprietà.

I debiti verso i controllanti (in questo caso, la Cairo Comm.) sono legati al debito accumulato dal Torino FC  derivato dalla partecipazione al concordato fiscale di UT Communications. Per semplificare (molto), se UT Communications accumula un reddito imponibile di 10 milioni senza il Torino FC e il Torino FC accumula da solo una perdita fiscale di 10 milioni, il gruppo compensa redditi e perdite in un’unica dichiarazione. Le regole del concordato fiscale però impongono alla UT Communications di girare l’IRES che avrebbe dovuto versare al Torino FC e ovviamente succede il contrario se la situazione del passivo e attivo dovessero ribaltarsi. L’uso del concordato fiscale e del conseguente abbattimento degli utili è un tipico metodo usato da molte società (anche non sportive) per eludere (l’elusione non è reato, l’evasione lo è) il pagamento delle tasse.

Il debito verso i fornitori si è attestato ad un valore stabile negli anni, il che se non altro attesta la volontà della società di pagare regolarmente i fornitori.

I debiti nei confronti delle altre società, così come i crediti, sono una componente importante del debito totale e sono costituiti dalle rateizzazioni operate nell’acquisto dei calciatori. Negli ultimi anni il Torino FC sta aumentando la forbice dei crediti e dei debiti verso le altre società grazie al numero in aumento di operazioni di calciomercato di un certo rilievo.

Il saldo tra debiti e crediti è quasi sempre stato negativo, ma negli ultimi anni si è attestato su un valore tollerabile rispetto al bilancio della società.

E’ necessario comunque chiarire che, al contrario di molte altre società di A, Cairo non è mai ricorso al debito bancario, semmai nel 2010 è ricorso ad un prestito non fruttifero di 6.5M€ da parte della Cairo Comm che è stato interamente rimborsato tramite i rimborsi fiscali collegati al consolidato fiscale.

Da notare che da quest’ultimo anno vengono contabilizzati anche i costi storici sostenuti per gli agenti dei giocatori che, come sempre hanno fatto e mai è stato documentato, prendono una commissione sulla vendita del giocatore. Nell’anno 2015 sono stati contabilizzati 3.584 M€ relative allo storico delle commissioni pagate per l’acquisto dei giocatori elencati in tabella (valori in migliaia di euro). Solo i valori denunciati in bilancio sono elencati, è probabile che ce ne siano altri, comunque contabilizzati nella voce Costi specifici tecnici (consulenze tecnico sportive per acquisto o cessione) nella parte IV di questa serie di articoli. Dal 2005, il Torino FC ha speso un totale di 12.6M€ circa per le consulenze tecniche, ovvero il compenso erogato ai procuratori.

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Di Leonardo Daga

Leonardo Daga è un tifoso del Toro, da anni attivo nella difesa dei diritti dei tifosi del Toro e ora collaboratore di Supporters In Campo.

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