Comi e Barile (quello di sinistra) nel cantiere del Filadelfia
Comi e Barile (a destra) nel cantiere del Filadelfia

In questi giorni, un’intervista al presidente Cesare Salvadori ha svelato che in questi mesi di raccolta di fondi la Fondazione ha raccolto circa  300.000 euro.

Come già lamentato in questo sito, non si conosce la composizione dei versamenti, né chi li ha effettuati, in barba a tutte le richieste di trasparenza che un crowdfunding richiederebbe. I primi fili d’erba (pochini per la verità – a causa della ritardata semina) iniziano a crescere sul terreno del Fila e già la Fondazione inizia a chiedere altri soldi, visto che i 300 mila euro non bastano per completare il secondo lotto (ma forse non bastano nemmeno ad iniziarlo).

Il secondo lotto, si ricorda, riguarda il completamento degli spazi (uffici, aree tecniche, sede) sotto la tribuna più un’altra area sotto uno dei monconi (vedasi la suddivisione qui: http://toro-supporters-network.org/progetto-filadelfia-la-suddivisione-in-lotti/).

L'erba che cresce stentata a causa della semina tardiva, dalla webcam di oggi, 16 Luglio
L’erba che cresce stentata a causa della semina tardiva, dalla webcam di oggi, 16 Luglio

Per questa comunicazione ai Club è stato delegato dalla Fondazione il presidente dell’associazione ToroMio, l’avvocato Massimiliano Romiti, da tempo in cerca di maggiore visibilità per sé e per l’associazione che presiede. ToroMio da diversi mesi è entrata nella Fondazione come Socio Sostenitore (avendo versato la relativa quota sarà in questa carica per tre anni) ed ha in progetto utopico di costruire un azionariato popolare per comprare il Torino FC, progetto per cui è riuscita a raccogliere 548mila € in promesse di versamento in sei-sette anni, insomma una persona abituata a chiedere soldi per progetti impossibili e comunque non con un grande biglietto da visita a riguardo dei risultati.

E nello stile “venditore di pentole” di ToroMio, è stata presentata la serie di pacchetti con i quali i club potranno scrivere il proprio nome su un seggiolino della tribuna laterale (meno di 5.000 euro di versamento) o su un seggiolino della tribuna VIP (più di 5.000 euro di contributo) più altri gadget e la possibilità di portare una o tre persone alla inaugurazione.

Ovviamente non si fa alcuna menzione al fatto che sono stati spesi circa un milione di euro per la copertura laterale per impedire che qualcuno possa spiare gli schemi del futuro allenatore, roba aggirabile con qualche micro-drone da poche decine di euro (c’è da scommettere che nel prossimo futuro questi oggetti faranno miracoli). Il solo recupero di quei soldi costerebbe una buona quantità di seggiolini (200), cosa che non sembra proprio una sciocchezza visto che i Toro Club sparsi per l’Italia non sono tantissimi (e sopratutto non sembrano tanti quelli in grado di mettere insieme 5,000 euro).

Il tutto richiesto con comunicati di aspetto desolante, zeppi di parole secondo l’uso arcinoto dell’avvocato Romiti, agli antipodi delle tecniche di marketing che dovrebbero essere pane quotidiano della Cairo Communication (che siede in Fondazione) e delle consulenze richieste a società specializzate nel settore.

Ma com’è noto, sono i tifosi a non capire niente. Tutta la saggezza, fortunatamente, risiede tra le poltrone solide della Fondazione.

Le lettere inviate dalla Fondazione

Riferimenti

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Di Leonardo Daga

Leonardo Daga è un tifoso del Toro, da anni attivo nella difesa dei diritti dei tifosi del Toro e ora collaboratore di Supporters In Campo.

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