Le bugie su Cerci e Immobile che fanno comodo

Leonardo Daga

Leonardo Daga è un tifoso del Toro, da anni attivo nella difesa dei diritti dei tifosi del Toro e ora collaboratore di Supporters In Campo.

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18 Risposte

  1. alessio ha detto:

    Ma allora il tweet della fidanzata di Cerci l’ha scritto Cairo?

    • Leonardo Daga ha detto:

      Non è questo il punto. Cerci era ovviamente contento di andare in una squadra che gioca per la Champions e vedersi allo stesso tempo raddoppiare lo stipendio. Un’altra cosa è pretendere che lui puntasse i piedi per rimanere nonostante la spinta di Ventura e Cairo a levare le tende per monetizzare il suo cartellino.

      • Massimiliano "CuoreGranata" ha detto:

        Cerci se ne sarebbe voluto andare altrove già la stagione precedente. Senza Cairo, il Toro sarebbe messo peggio del Monza. Certo, si potrebbe fare meglio osando di più ed acquistando di più anziché “prestitando”. Ma… quanti hanno esultato all’arrivo di Immobile? Io ricordo solo insulti e lamenti. Forza Toro sempre!!!

        • Leonardo Daga ha detto:

          I fatti dimostrano che il Toro è in grado di autosostenersi se condotto con criterio. Lo dicono la quantità dei tifosi (tra le prime 10 in Italia), i soldi che prende grazie alla sua storia dai diritti TV, i soldi che potrebbe prendere grazie a pubblicità, marketing, lo sviluppo delle giovanili che vanno avanti nonostante tutto. Il Toro ha un bacino di utenza immensamente più grande di Monza e molte altre realtà Italiane, mortificarlo pensando che avrebbe poche chance di sopravvivere è una comoda bugia che usiamo per digerire la presenza di Cairo.
          Cerci come qualsiasi altro giocatore che ha alle spalle una squadra che si sente solo un traghetto verso altri lidi non potrebbe avere prospettive e speranze diverse.

  2. piergiorgio ha detto:

    Sono sicuro che se avessimo fatto l’azionariato popolare a quest’ora il Toro sarebbe in mani nettamente migliori ma sarebbe bastato se l’avessimo lasciato agli avvocati,che errore averlo consegnato a cairo

  3. piero ha detto:

    cairo pensa ai suoi interessi e non al toro Potevamo avere una squadra da quartieri alti ed invece ci dobbiamo accontentare di una squadra ai margini della zona retrocessione e senza obiettivi

  4. GIANCARLO ha detto:

    Concordo pienamente..la colpa e’ sempre de giocatori..ovviamente quelli buoni..come D’Ambrosio-Cerci-Immobile e prima di loro Comotto-Dzemali-Rosina– per la felicita’ del PRESIDENT DUX..e quella dei sui FANS ..PSEUDO TIFOSI felici di galleggiare ogni anno fra la serie A e la serie B.. mi fa solo molto rammarico pensare a quello che avrebbe potuto fare con gli intrioiti attuali del Torino Cairo Football club …l’Ing. Gian Muauro Borsano che nonostante tutto quello che si dice..mi ha e ci ha fatto ” godere ” perche’Lui amava il Toro ..basta andare a rivedersi l’emozione che traspariva il lui in ogni intervista…!!!

  5. andrea ha detto:

    Ragazzi ma vi svegliate solo adesso?! Se non ricordo male, nel 2007 era uscito il libro “Acrobazie granata” in cui Michele Ruggiero già metteva alla luce, il vero personaggio che è Cairo…
    Andate a leggerlo… c’è da ridere

    • Leonardo Daga ha detto:

      Ribadirlo una volta ancora non è sbagliato, magari con il tempo si dimentica. Grazie per la citazione però, è sempre bene non dimenticare questi lavori.

  6. Paolo ha detto:

    Cairo avrà le sue evidenti responsabilità, e nulla può giustificare la pochezza a cui ha abituato. Tuttavia non si può non considerare la volontà di giocatori che mai, nemmeno per le cifre indecenti offerte loro all’estero, sarebbero rimasti al Torino. E ne è riprova il tweet della ragazza di Cerci, sul quale mi sembra la tifoseria del Toro abbia quasi fatto finta di niente. Per il resto il tutto è una approfondita dimostrazione che pure Cairo, come numerosi esimi colleghi, non investe nel calcio per amor patrio.

    • Leonardo Daga ha detto:

      Sono ragazzi, manco 30 anni, non aspettiamoci che si comportino come adulti e che puntino i piedi addirittura per rimanere al Toro quando del Toro nella loro permanenza in maglia granata hanno visto poco più che niente.

  7. federico modena ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo con Leonardo Daga. Anche per me Ciro e Alessio sono andati via principalmente perchè non esiste nessun progetto e quindi i giocatori si sentono di passaggio. D’altronde questo era l’anno giusto per fare quel salto di qualità che ci ha sempre prospettato il nanopresidente. Ma come tutti gli investimenti, se vuoi crescere devi a tua volta alzare l’asticella (qualità dei giocatori, ingaggi ecc.) ma i ritorni dati dai risultati sempre più positivi ti spingono sempre più in alto. Qui si è distrutto tutto al primo anno sopra le righe per ricominciare tutto daccapo: non è che per caso non dovevamo fare questo campionato e quindi ci si riporta nel limbo per non fare ombra al Venaria?

  8. Mauro ha detto:

    Buongiorno Sig.Daga,
    La ringrazio per la sua analisi, sono tifoso Toro e ahimè Varese calcio , onestamente pensavo peggio nei confronti di Urbano.
    Non pensavo minimamente che il Toro avesse registrato così tanti esercizi in perdita e ritengo che i 59 milioni messi da Cairo in 10 anni non siano così pochi. Per quale motivo un imprenditore dovrebbe sperperare il proprio patrimonio per il calcio, il Toro Calcio deve dare utili con la gestione propria. e ritenevo che con tutte le cessioni avvenute (Rosina, Dzemaili, Cerci, Immobile, Ogbonna) l’utile fosse almeno positivo.
    Purtroppo il quadro da lei illustrato è allarmante il prodotto Toro Calcio non fa più utili nonostante ogni anno si cedano i “gioielli” e forse non li ha mai fatti in passato (visto che siamo falliti un paio di volte), qual’ è il motivo per cui non riesce a decollare ? La presenza della Giuventus che fagocita tutto (Sponsor, indotto, alberghi, costruzioni….alta finanza?)
    Quindi a malincuore devo ricredermi su Cairo ma purtroppo in senso positivo.
    Lui è solo contro tanti…ahimè il quadro da lei presentato è preoccupante.
    Cmq forza Toro e speriamo nell’arrivo di un main sponsor tipo Red Bull che ca faccia emergere nei quartieri di classifica che meritiamo al pari di tutte le squadre con maglie a strisce
    Forza TORO

    • Leonardo Daga ha detto:

      Sig. Mauro, mi dispiace che non abbia compreso il significato esatto dell’articolo.
      Innanzitutto il bilancio si riferisce al 31/12/2013, quindi non comprende gli affari di Cerci, D’Ambrosio e Immobile, che portano il risultato del Toro ben più in alto.
      Poi, per definizione, una società sportiva non deve portare utili al proprietario ma deve mirare al pareggio di bilancio, altrimenti non avrebbe più niente a che fare con il concetto di sport.
      Fatto pure salvo che il calcio possa essere un affare per gli imprenditori, dovrebbe essere almeno un obbligo per i proprietari gestire la società sportiva in modo da farle ottenere i migliori risultati sportivi possibile senza metterci del proprio. Cairo invece non solo non sta reinvestendo gli utili ma sta mantenendo il Toro ad un livello ben inferiore alle possibilità, ne è testimone il fatto che a fronte di 57 milioni investiti il Torino FC abbia un valore di 50 milioni (di cui 30 in patrimonio calciatori) e abbia probabilmente procurato alla Cairo Comm. utili per più di 30 milioni (e non sono state considerate molte altre voci di bilancio positive per la Cairo Comm.), tutto questo senza considerare appunto le vendite dei gioielli Cerci e Immobile.
      Volendo semplificare, significa che se Cairo dovesse vendere il Toro adesso (e sono sicuro che non lo farà perché ha per le mani una vera e proprio gallina dalle uova d’oro) a fronte di un investimento di 57 milioni otterrebbe un ritorno totale di 84 milioni. Tutto questo avendo versato solo l’elemosina di 1 milione per il Filadelfia.
      Se anche questo è per lei tifoso un risultato positivo, niente potrà mai convincerla del contrario.
      Forza Toro.

  9. Andrea ha detto:

    Il suo modo di calcolare il ritorno d’immagine di Cairo e’ fantastico ed il richiamo al bisogno di assenza di finalità di lucro nella gestione di una Spa altrettanto, lo dica ai vari Agnelli, Berlusconi, Della Valle, De Laurentis, Campedelli, Pozzo, Squinzi e mi fermo qua’, praticamente a tutte le proprietà di società calcistiche, le faranno tutti un bel dito medio, quando saremo una società senza fine di lucro ne riparleremo. Vada a valutare i bilanci di altri società di calcio di serie A e scoprirà che molte cose che lei sottolinea per fomentare la sua critica, sono normale prassi. Le rifaccio l’invito, ritorni a fare l’Ingegnere e già che c’è si prodighi a cercare un filantropo tifoso del Toro disposto a rilevarne la proprietà per più alti fini. La informo che nel Bayer dove esiste l’azionariato popolare vige il fine di lucro che permette ogni anno la ripartizione dei dividendi per ben 30 centesimi ad azione ai propri azionisti, se le può bastare come esempio? ne avrei altri se richiesto

    • Leonardo Daga ha detto:

      I commenti senza un minimo di fondamento non hanno nessun senso. Mi porti un diverso metodo per quantificare il ritorno di immagine e ne riparliamo. Ho comunque anche considerato la possibilità di aver valutato in eccesso qualche parametro, il risultato non cambia di molto, sopratutto considerando le vendite di giocatori di quest’anno, come ho già chiarito nell’articolo.
      A riguardo della bella gente che ha citato e alla quale fa riferimento, ha fatto per tutti un esempio che non c’entra niente: gli Agnelli hanno usato la Giuventus come giocattolo di famiglia, investendo introiti estratti dal sangue della fatica degli operai e dagli incentivi regalati dello stato italiano, nonostante la giuve sia stata, anche nei momenti più brillanti, un pozzo senza fondo.
      Analoghi ragionamenti valgono per Berlusconi, Della Valle, De Laurentis e Squinzi, tutti che pagano profumatamente per il loro ritorno di immagine. Campedelli tiene il Chievo in equilibrio ma hanno comunque quattro tifosi messi in croce (immagino che dall’altezza del tuo sapere sappia cosa vuol dire, vero?) e comunque ha un ritorno di immagine praticamente nullo, raramente lo si vede in TV. Pozzo, infine, ha fatto del calcio un commercio, ben per i tifosi dell’Udinese che lo sopportano, a me non va bene. Ma il suo esempio è comunque sbagliato: Pozzo mantiene in salute l’Udinese, hanno strutture, stanno costruendo uno stadio, insomma investe parte di quello che gli ritorna, buon per lui che riesce nonostante i surplus a mantenere il tutto ad un ottimo livello.
      Io continuo a fare l’Ingegnere, scrivo a tempo perso, se lei ritiene di sapere fare meglio, tiri fuori numeri e informazioni e ne riparliamo. Compreso il fatto di distinguere tra Bayer e Bayern, il primo non è un’azionariato popolare (è l’unica eccezione insieme al Wolfsburg) essendo una società sportiva il cui possesso è al 100% della Bayer. Il secondo è una eV (nella parte del 50%+1) che ha l’obbligo di reinvestire tutti i proventi nella squadra mentre la parte commerciale è una GmbH e fa i propri interessi ma non ha il controllo della società.
      Apra un proprio sito, elenchi i numeri, esponga le proprie ragioni o se vuole argomentare, lo faccia ma con dei fatti e dei numeri, non con delle critiche campate in aria.
      Io continuo a fare l’Ingegnere, lei torni a fare il tifoso del giocattolo di un altro.

  10. Andrea ha detto:

    Facciamo così, quantifico il ritorno d’immagine per lei nel pubblicare queste cose su questo sito? Ne deduco che lo fa per fine economici…………..e’ un approfittatore di conseguenza?

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