AndreaVoltolini
L’Avvocato Andrea Voltolini, in una intervista a Radio Flash

Recentemente ci sono stati molti sviluppi a riguardo della ricostruzione dello stadio Filadelfia. Abbiamo realizzato questa intervista via web all’Avvocato Andrea Voltolini, rappresentante dei tifosi nel CdA della Fondazione Filadelfia e Presidente del Comitato Dignità Granata, una delle associazioni presenti nel Collegio dei Fondatori della Fondazione.

Ciao Andrea, grazie per aver dato la tua disponibilità a rispondere alle nostre domande. Innanzitutto due parole su come ti sei ritrovato nel difficile ruolo di rappresentante dei tifosi.

Voltolini: Rappresentare la volontà del 100% dei tifosi è pressoché impossibile. Credo che ciascuno abbia una propria idea di come dovrebbe essere il nuovo Fila, ma che tutti aspirino a che torni ad essere il cuore pulsante della vita del Toro, con la prima squadra che si allena lì in una struttura dotata di tutto quanto serve ad una società professionistica ed il cortile sempre aperto a tutti. In questo senso, rappresentare la volontà dei tifosi è pur sempre difficile, ma nemmeno troppo.

La tua idea sullo stato attuale dei lavori della fondazione. È effettivamente attiva anche senza presidente?

Voltolini: Al di là del bando pubblicato l’altro ieri dal Comune, la Fondazione ha potuto operare anche in assenza di un Presidente. A dirla tutta, il lavoro non è mai stato così produttivo… Molto ce n’è ancora da compiere, ma credo che quanto prima inizieremo a vederne i frutti.

Le modifiche allo statuto. Erano effettivamente necessarie tutte? Ripristinerete i paletti? Quando?

Voltolini: In fase di predisposizione dello Statuto, i “paletti” sono stati posti dal Torino FC, quanto alle esigenze sportive, e dai tifosi, quanto al rispetto della dignità del Filadelfia, e conglobati in un unico articolo. In un periodo in cui si parlava di possibili speculazioni di ogni genere (dai parcheggi sotterranei sotto il campo della Primavera a gallerie commerciali su via Giordano Bruno) abbiamo preteso che tale articolo, insieme ad altri, fosse vincolato da una clausola di immodificabilità. Ora che (contestualmente all’impegno finanziario a suo tempo verbalmente assunto) il Torino ha ridotto le sue pretese, si è reso necessario apportare alcune modifiche, francamente di poco conto ai “paletti” posti da questo, restando immutati quelli posti dai tifosi. Ad ogni buon conto, credo che nei primi mesi del 2014 interverremo per apportare alcune correzioni all’art. 3 bis (tipo reintrodurre la possibilità di in futuro edificare la foresteria) e contestualmente reintrodurremo il vincolo di immodificabilità.

Il tuo parere sul progetto preliminare: salva veramente la dignità granata del luogo?

Voltolini: Allo stato non possiamo parlare di preliminare, ma di uno studio di fattibilità a livello molto avanzato, che potrebbe in pochissimo tempo trasformarsi in un preliminare e in definitivo. Devo dire che il lavoro sin qui svolto mi sembra eccellente, quanto al rispetto della dignità e del fascino del Fila: innanzitutto sono state rigorosamente rispettate le esigenze della squadra per poter svolgere i propri allenamenti (e non dimentichiamo che la gran parte di noi ha vissuto il Fila esclusivamente come campo di allenamento della prima squadra e di svolgimento delle partite della primavera) e le esigenze dei tifosi quanto a fruibilità del cortile: in un mondo del calcio, profondamente mutato anche solamente rispetto agli inizi degli anni 90, dove le squadre si trincerano a Milanello, Appiano, Trigoria, Formello, od impianti della cintura di Torino, essere riusciti a coniugare le due esigenze mi sembra un punto di grandissima forza di quello che sarà il Fila…

Presidente del CdA : è così difficile trovare un tifoso del Toro onesto e capace a Torino? Anche Caselli, il cui nome è stato fatto sui forum negli scorsi giorni, sembra avere scheletri nell’armadio…

Voltolini: Se anche di Caselli, tifoso granata al 100% e persona di altissimo rigore morale, si riesce a dire che avrebbe “degli scheletri nell’armadio” (quali, poi?), allora sì, trovare un presidente per il CdA è difficile… quasi impossibile, direi.

Ci sono alcuni aspetti relativi all’area di via Giordano Bruno che non sono chiari. Pur comprendendo la necessità di autonomia che reclama Beccaria a riguardo del museo non sembra impossibile ricavare nei 2000 metri quadri del primo piano uno spazio da 100 metri quadri per caffetteria e bookstore. È proprio necessario cedere il controllo anche dell’area commerciale del piano terra che potrebbe essere più proficuamente gestito dalla fondazione per il suo futuro e per la costruzione delle aree mancanti?

Voltolini: La natura giuridica della Fondazione impone che qualsiasi spazio in grado di generare reddito sia oggetto di un bando di gara pubblica: ristorazione e negozio di merchandising rientrano certamente tra questi. Non mi sfugge quanto afferma Beccaria in ordine a tutti gli altri Musei calcistici mondiali, dotati di servizi di ristorazione e di vendita del merchandising. Osservo però che tali Musei sono diretta emanazione, o al limite sotto il controllo diretto, della relativa società sportiva, e ospitati in strutture perlopiù di proprietà della società calcistica, mentre nel nostro caso i cimeli sono gestiti da un’associazione privata completamente slegata dalla società, e dovrebbero essere ospitati in una struttura di un ente di natura pubblica: credo che la differenza sia di non poco conto.

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TSN News sui candidatiAbbiamo avuto alcune informazioni sui candidati. Il curriculum di Massimiliano Bonino, il cui link è qui riportato (http://www.comune.torino.it/servizionline/nomine/upload/doc_1385996088_.pdf) dice che è un commercialista di 42 anni che sembra essere molto interessato, in genere, ad avere visibilità pubblica in varie cariche. Ha infatti presentato la propria candidatura per diversi incarichi, qui un elenco:

Non risultano ancora informazioni relative al suo interesse per il Toro o per un’altra squadra di calcio.

Cesare Salvadori, in precedenza Amministratore delegato di diverse società, di anni 72 (il curriculum è qui: http://www.comune.torino.it/servizionline/nomine/upload/doc_1385712347_.pdf) è un tifoso del Toro e atleta professionista di scherma, ha vinto diverse medaglie tra cui un oro a Monaco 1972. Risulta da informazioni essere persona preparata, seria e molto stimata al CONI, un imprenditore di ottimo livello e già collaboratore nel passato del Torino Calcio 1906 (anche se in un periodo non proprio felicissimo della storia del Toro).

 

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Di Leonardo Daga

Leonardo Daga è un tifoso del Toro, da anni attivo nella difesa dei diritti dei tifosi del Toro e ora collaboratore di Supporters In Campo.

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