Una scritta alquanto in tema comparsa qualche tempo fa su una pagina FB dedicata al Fila
Una scritta alquanto in tema comparsa qualche tempo fa su una pagina FB dedicata al Fila

In questi giorni il Comune di Torino e il Sindaco Fassino stanno trattando il contratto di affitto delle strutture sportive direttamente con il Torino FC, sovvertendo le regole di gestione della Fondazione che vorrebbero che la trattativa venisse eseguita nel CdA della Fondazione. Chi dà a Fassino questa autorità? In termini legali, il comune detiene la maggioranza delle quote della Fondazione, avendo conferito a quest’ultima il terreno del Filadelfia ed avendo iscritto il corrispondente valore (dalla perizia risulta valere 1.400.000 euro) come quota versata. Le quote versate da Regione (22.500 euro), tifosi e associazioni (circa 30.000 euro) e Torino FC (27.500 euro), sono molto inferiori e pertanto concedono al comune una maggioranza decisionale schiacciante. I soldi della vecchia fondazione di Novelli risalenti al famoso “mattone” sono circa 174.000 euro e non si sa a che titolo siano stati versati dal Comune alla Fondazione, se come quota o come donazione.

Già qui ci sarebbe qualcosa da ridire, visto che il terreno dovrebbe essere un patrimonio del Toro (dei suoi tifosi, non del Torino FC) per cui iscriverlo in quota capitale è già di per sé una scorrettezza sopratutto nell’ottica dei regali fatti all’altra squadra di Torino (il terreno della Continassa è stato valutato a circa 1 euro per metro quadro, allo stesso prezzo il valore del terreno del Fila – 230×150 metri – sarebbe di circa 35.000 euro), ma non finisce qui.

Anche i 3,5 milioni di euro che il comune si fa forte di versare non sono che soldi nostri. Riportiamo qui l’estratto di un racconto di Vittorio Bertola rilasciato all’AMSG (link all’articolo nel blog del Museo del Grande Torino):

Quanto ai fondi, a fronte dei 3,5 milioni di euro che il Comune ora dovrà mettere, esso ha ricevuto negli anni quasi sette milioni di euro grazie alle speculazioni edilizie rese possibili dalle cubature generate dall’area dello stadio. E’ vero che 4,3 milioni in realtà sono stati persi; si tratta dei soldi che Cimminelli, il fornitore Fiat vecchio proprietario del Toro, aveva dato in garanzia per la ricostruzione del Filadelfia, e che il Comune avrebbe potuto incassare al suo fallimento. Purtroppo, quando il Comune ha rinegoziato gli accordi con chi ha rilevato il fallimento, ha commesso in maniera del tutto involontaria uno spiacevole errore di stesura del testo, il che ha permesso a chi ha rilevato il fallimento di andare in causa col Comune presso il Tribunale di Torino e vincerla, ottenendo di non dover più pagare questi 4,3 milioni. Ah, vi ho detto che chi ha rilevato il fallimento è la Fiat? Del resto non l’ha detto nemmeno La Stampa.

Comunque, oltre al 1 milione di Euro incamerato dal Bennet (che aveva fretta di iniziare la costruzione del supermercato, nel maggio 2006, come da Delibera di Giunta 04272 del 25 maggio 2006), il Comune ha potuto incassare 2,2 milioni di euro di oneri di urbanizzazione dal supermercato Bennet di via Taggia e dalle palazzine costruite grazie alle cubature dell’area, a cui vanno aggiunti 170.000 euro di fondi raccolti quasi vent’anni fa, con una colletta tra i tifosi, dal progetto diretto dall’ex sindaco Novelli (erano molti di più – si dice che solo il Comune mise 600 milioni di lire – ma a quanto pare Novelli ha investito i soldi in titoli che sono andati malissimo, per cui 170.000 euro è tutto ciò che è rimasto). Insomma, il Comune reinveste nell’opera ciò che ha incassato dai privati, che, come sempre in Italia, hanno concluso e guadagnato sulla parte privata dell’operazione da molti anni, mentre le opere pubbliche di compensazione urbanistica, in questo caso il centro sportivo, sono ancora da fare.

La smetta quindi il Comune di farsi forte di diritti che moralmente non ha. Nomini un Presidente all’altezza che sia in grado di garantire non al Comune ma ai tifosi del Toro e ai cittadini di Torino che i soldi stanziati, ovvero i 3,5 milioni di euro di lacrime per il patrimonio del Torino Calcio andato in fumo (pensiamo solo al valore dei giocatori che giocano attualmente e che prima del fallimento vestivano la maglia granata), vengano utilizzati in modo corretto e secondo le linee guida contenute nello statuto della Fondazione.

Fossimo in un mondo ideale, dovremmo chiedere al Comune i danni per i 4,3 milioni di euro scomparsi. Fassino ringrazi.

FirmaxFiladelfia

 

Riferimenti su TuttoFila (Blog amministrato da Purple66):

 

Vecchi riferimenti alle news della Fondazione Filadelfia:

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Di Leonardo Daga

Leonardo Daga è un tifoso del Toro, da anni attivo nella difesa dei diritti dei tifosi del Toro e ora collaboratore di Supporters In Campo.

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